Sandro Pertini

SANDRO PERTINI, IL PRESIDENTE DI TUTTI GLI ITALIANI 

Presidente della Repubblica, 1978 – 1985

E sono tre, e sono tre, gridava al microfono Nando Martellini dopo che il pallone calciato da Sandro Altobelli finiva nella porta della Germania Ovest e “consegnava”, a nove minuti dal termine il titolo di campione del mondo agli azzurri.

 

“L’Italia ha vinto, il sesto gol di Rossi ha trascinato il nostro Paese nella Leggenda. Ho pianto sugli spalti della tribuna, davanti al re Juan Carlos e agli altri tifosi presenti. Alla faccia delle etichette ad ogni gol mi alzavo e mi scatenavo, e alla fine ho urlato: “Non ci prendono più, non ci prendono più”.
Quando arrivammo a Ciampino era un mare di folla.
Il giorno dopo li ho portati a mangiare al Quirinale,hanno mangiato come lupi. Da una parte avevo Bearzot,dall’altra Zoff.
È stata una delle gioie più grandi da quando sono presidente.”
Sandro Pertini.

tratto dal libro 
Paolo Rossi, Federica Cappelletti 1982 Il mio mitico Mondiale  
Feltrinelli

In tribuna il Presidente della Repubblica Italiana Sandro Pertini non stava più nella pelle, e quasi emulando gli italiani presenti al Santiago Bernabeu ed i milioni davanti alla tv, si alzava in piedi e spalle al campo, alzava le braccia al cielo in segno di gioia, mentre il Principe Juan Carlos di Spagna, probabilmente deluso per non essere al posto del “nostro” presidente, guardava nel vuoto.

BIOGRAFIA DI SANDRO PERTINI

Alessandro Pertini è nato a Stella (Savona) il 25 settembre 1896.
Laureato in giurisprudenza e in scienze sociali.
Coniugato con Carla Voltolina.

Sandro Pertini, Presidente della Repubblica 1978 - 1985
Sandro Pertini

Ha partecipato alla prima guerra mondiale; ha intrapreso la professione forense e, dopo la prima condanna a otto mesi di carcere per la sua attività politica, nel 1926 è condannato a cinque anni di confino.

Sottrattosi alla cattura, si è rifugiato a Milano e successivamente in Francia, dove ha chiesto e ottenuto asilo politico, lavorando a Parigi. Anche in Francia ha subito due processi per la sua attività politica.

Tornato in Italia nel 1929, è stato arrestato e nuovamente processato dal tribunale speciale per la difesa dello Stato e condannato a 11 anni di reclusione.

Scontati i primi sette, è stato assegnato per otto anni al confino: ha rifiutato di impetrare la grazia anche quando la domanda è stata firmata da sua madre.
Tornato libero nell’agosto 1943, è entrato a far parte del primo esecutivo del Partito Socialista. Catturato dalle SS, è stato condannato a morte.

La sentenza non ha luogo. Nel 1944 è evaso dal carcere assieme a Giuseppe Saragat, ed ha raggiunto Milano per assumere la carica di segretario del Partito Socialista nei territori occupati dal Tedeschi e poi dirigere la lotta partigiana: è stato insignito della Medaglia d’Oro.

Conclusa la lotta armata, si è dedicato alla vita politica e al giornalismo.
E’ stato eletto Segretario del Partito Socialista Italiano di unità proletaria nel 1945. E’ stato eletto Deputato all’Assemblea Costituente.
E’ stato eletto Senatore della Repubblica nel 1948 e presidente del relativo gruppo parlamentare.
Direttore dell’ “Avanti” dal 1946 al 1947 e dal 1949 al 1951, nel 1947 ha assunto la direzione del quotidiano genovese “Il Lavoro”.
E’ stato eletto Deputato al Parlamento nel 1953, 1958, 1963, 1968, 1972, 1976.
E’ stato eletto Vice-Presidente della Camera dei Deputati nel 1963.

E ‘stato eletto Presidente della Camera dei Deputati nel 1968 e nel 1972.

Dopo il fallimento della riunificazione tra P.S.I. e P.S.D.I., aveva rassegnato le dimissioni, respinte da tutti i gruppi parlamentari.

E’ stato eletto Presidente della Repubblica l’8 luglio 1978 (al sedicesimo scrutinio con 832 voti su 995).

Ha prestato giuramento il giorno successivo.
Ha rassegnato le dimissioni il 29 giugno 1985: è divenuto Senatore a vita quale ex Presidente della Repubblica.
E’ deceduto il 24 febbraio 1990.

leggi il discorso di fine anno 1982 agli italiani

(fonte: presidenti.quirinale.it)