Gli hanno dedicato…


UNA SEZIONE PER RINGRAZIARE CHI HA ESPRESSO IN POESIA CIO’ CHE L’ITALIA HA ESPRESSO URLANDO E PIANGENDO LACRIME DI GIOIA.


Se fossi Paolo Rossi

Se fossi Paolo Rossi
correrei sul prato
come correvano i miei amici.

Se fossi Paolo Rossi
sarei felice
almeno una volta.

Se fossi stato Paolo Rossi
alla festa di laurea
se fossi stato Paolo Rossi
nel giorno del mio matrimonio
se fossi stato lui
tante volte, tanto tempo fa.

Tutti vorrebbero essere Paolo Rossi
correndo sul prato di casa
sulla sabbia
sotto i lampioni
pestando l’asfalto, ingoiando la polvere.

Tutti vorrebbero essere Paolo Rossi
campione del mondo
del nostro mondo.

Emanuele Fontana
da “ Storia e poesia di eroi mancati”



Fernando Acitelli

Il motivo per cui metto Paolo Rossi è legato ad un ricordo del mio periodo iraniano.
In visita a Bahm, la miracolosa cittadella in cui fu girato Il deserto dei tartari e che è stata distrutta da un terremoto qualche anno fa’, appena sceso dalla vettura fui apostrofato da alcuni ragazzini che giocavano a pallone nella terra arida e sottile appena fuori le mura. -Italiani? e al mio sì, un coro entusiasta: Paolo Rossi!
Era il 1978, campionati mondiali, credo in Argentina. Paolo Rossi deve aver segnato qualche gol decisivo, penso. Comunque per quei ragazzini era l’immagine dell’Italia. (ndr)

“La solitudine dell’ala destra”

Paolo Rossi
Monello del Collodi,
eterno oratoriale bimbo,
emigrato a genio
nel soffio d’una estate.
Beffe ti facevi dei gendarmi,
solenni e baffuti stopper,
statiche autorità senza fantasia.

Fu nel tuo mondo di fiaba
Che lirica si concepì.
Una bischerata in tre atti
Con lo stesso stordito guardiano,
e relativo condominio carioca :
Valdir Peres, Leandro, Oscar,
Luizinho, Falcao, Junior,
Cerezo, Socrates, Serginho,
Zico, Eder.

Fernando Acitelli